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| Probabilmente le origini di Caccamo risalgono al 480 a.c., anno in cui i cartaginesi subirono la pesante sconfitta d'Himera ad opera di Gelone, tiranno di Siracusa, e forse furono proprio alcuni superstiti che, fuggiti verso l'entroterra, fondarono il primo nucleo abitato. |
| In vero esistono altre tesi sulla storia di Caccamo. |
| Alcuni studiosi ritennero che il nome Caccamo derivasse dal greco e pertanto a loro ne attribuirono la fondazione intorno al V secolo a.c., ma è pure vero che Caccamo può derivare dal romano Cacabus o dall'arabo Karches o infine dal siciliano Caccamu (albero di loto). |
| Le prime notizie storiche risalgono al 1093 anno in cui le decime del Castello vennero assegnate da Ruggero alla chiesa di Agrigento. |
| Documenti storici ci dicono che nel 1094 il feudo di Caccamo venne assegnato a Golffredo de Sagejo, signore normanno, venuto in Sicilia al seguito di Ruggero. |
| Fu nel Castello che nel 1160 Matteo Bonello ordì la congiura dei Baroni contro Guglielmo I detto il Malo |
| Dopo il Bonello furono signori del Castello: Giovanni Levardino, Federico Prefoglio, la famiglia Chiaramonte (che ne ebbe la signoria per quasi un secolo), Giacomo de Prades, la famiglia Cabrera, la famiglia Enriquez-Cabrera, gli Amato, che acquistarono la contea nel 1646 da Don Alfonso Enriquez (vicerè di sicilia che nel 1643 elevò Caccamo al rango di città donandole uno stemma raffigurante una testa di cavallo e il triscelon) e in fine i De Spuches che nel 1963 vendettero il maniero alla Regione Sicilia. |
| Baluardo del paese è il CASTELLO, che si erge maestoso sopra una roccia dominando la vallata sottostante. |
| Sicuramente uno dei più antichi, più grandi e meglio conservati d'Italia. |
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| Caccamo ha un patrimonio artistico inestimabile:. |
| - IL DUOMO, di origine normanna, dedicato a San Giorgio Martire, che all'interno racchiude opere della scuola fiamminga, del Gagini, dello Stomer, ect... |
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| - LA CHIESA DI SAN BENEDETTO ALLA BADIA col suo celebre pavimento in maiolica del '700 |
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| - LA CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA non i suoi stucchi dei Serpotta (Giacomo e Procopio), l'Annunciazione del Borremans, la sua simmetrica disposizione a croce latina con cinque cappelle per navata. |
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| - Le oltre 30 chiese |
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| - Il Lago sulla diga Rosamarina con i suoi oltre 100 milioni di metri cubi d'acqua di colore verde smeraldo.. |
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| Da Vedere... |
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| Castello |
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Una delle tesi più accreditata vuol far risalire le origini del Castello di Caccamo al 480 a.C., anno in cui i Cartaginesi, ad Himera, subirono una pesante sconfitta inflitta loro dai Siracusani. Verosimilmente furono proprio alcuni superstiti che, ritiratisi presso le falde del monte Eurako (odierno San Calogero) costruirono una prima fortificazione. Qui vissero e compirono le loro gesta : Goffredo De Sagejo, Matteo Bonello, Giovanni Levardino, Paolo Cicala, Federico Prefoglio, i Chiaramonte, Giacomo De Prades, i Cabrera, gli Henriquez-Cabrera, gli Amato, e per finire i De Spuches che cedettero il Castello alla Regione Sicilia nell'anno 1963. |
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Il Duomo |
| La costruzione originaria della chiesa ( anno 1090) viene attribuita ai Normanni che la dedicarono a San Giorgio, in seguito l'edificio venne ampliato negli anni 1480 e 1614. Ricco di opere d'arte il Duomo al suo interno racchiude: dipinti della scuola fiamminga, dello Stomer, del Velasco, di Vito D'Anna, etc..., opere marmoree del Gagini, del Mannelli, i paramenti sacri, gli ori, le armature, il San Giorgio in alabastro. Di rilevante interesse una pittura su tavola firmata da Simone de Wobreck (1582) e le tele dei cinque sensi attribuite a Jan Van Houbracken (sec. XVII). |
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La chiesa di Santa Maria degli Angeli |
| Più nota come Chiesa di San Domenico, dificata tra il 1487 e il 1492, assieme al convento dal Padre domenicano Giovanni Liccio, nativo di Caccamo e morto in fama di sanità il 14 Novembre 1511. |
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| L'interno semplice, a due navate, è diviso da una file di colonne in stile dorico. |
| Nell'abside dell'altare maggiore vi si trova l'urna del Beato Giovanni Liccio. |
| Di particolare interesse è il tetto a capriate della navata maggiore mentre l'opera più pregevole, di rara bellezza, è la Madonna col Bambino di Antonello Gagini(1516). |
| Ogni anno, l'ultima domenica di Maggio, vi celebrano i festeggiamenti per il Beato. La devozione dei paesani è tanta, sia degli residenti che degli emigrati, basti pensare che a Chicagho, la comunità caccamese ha costuito una chiesa dedicata al Beato, dove, ognio anno, nello stesso giorno che si svolgono i festeggiamenti a Caccamo, si festeggia il Beato Giovanni Liccio con le stesse modalità. |
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Il Ponte di Brancato o Chiaramontano
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Finito di costruire nell'anno 1307, per volere di Manfredi I Chiaramonte, con lo scopo di creare un collegamento stradale con la città di Palermo, e restaurato nel XVII secolo durante la signoria degli Amato, il ponte si trova attualmente sommerso dalle acque dell'invaso della diga Rosamarina. |
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| La diga Rosamarina |
Nasce nelle acque del fiume San Leonardo sbarrate dalla diga Rosamarina
ed è uno dei più grandi laghi artificiali della Sicilia, nella sua capacità
massima può contenere 150 milioni di metri cubi d'acqua. |
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Chiesa di San Benedetto alla Badia
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| Considerata da molti la chiesa più bella di Caccamo, fu fondata nel 1615 dalle suore benedettine, in seguito, nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, divenne di proprietà del Comune. Sulla facciata, di fattura molto semplice, sono ricavate tre nicchie che, molto probabilmente, erano destinate ad accogliere altrettante statue che' però, non furono mai collocate. All'interno sono da ammirare: il meraviglioso pavimento maiolicato del XVIII secolo, gli stucchi del Sanseverino, affreschi, dipinti e la bellissima cancellata in ferro battuto che chiude il matroneo. |
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Chiesa della SS Annunziata |
| La struttura architettonica dell'edificio attuale è il frutto di vari ampliamenti che abbracciano un arco di tempo che va dal 1531 al 1653. Probabilmente esisteva già una prima chiesa nel XII secolo. La facciata della chiesa è prevalentemente di stile barocco delimitata da due torri campanarie, una delle quali (quella di sinistra) in tempi più remoti fu una torre avansata del Castello. L'interno è a croce latina con cinque cappelle per ogni navata laterale. Vi si trovano opere d'arte di grande pregio quali: l'Annunciazione di Guglielmo Borremans, stucchi di Procopio Serpotta (figlio di Giacomo) e del suo allievo Bartolomeo Sanseverino, affreschi del Gianbecchina (Giovanni Becchina), e altre numerose delizie artistiche. |
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